La legge di bilancio 2026 – Legge n. 199 del 30.12.2025 introduce un insieme articolato di interventi che incidono in modo significativo sulla fiscalità delle persone fisiche, delle imprese e dei patrimoni immobiliari. Il legislatore ha perseguito un duplice obiettivo: da un lato alleggerire il carico fiscale su determinate categorie di contribuenti, dall’altro riequilibrare gli effetti redistributivi delle misure attraverso interventi selettivi sulle detrazioni e sui regimi agevolativi. In questo contesto, la nuova legge di bilancio assume un ruolo centrale nella pianificazione fiscale di PMI, grandi gruppi societari e soggetti con elevata capacità contributiva. Questa impone una revisione delle strategie reddituali e patrimoniali già a partire dal periodo d’imposta 2026. Particolare attenzione merita l’intervento sulle aliquote IRPEF, che si accompagna a una rimodulazione delle detrazioni per i contribuenti con redditi elevati, nonché alle misure di incentivazione del welfare aziendale e della partecipazione dei lavoratori agli utili. Parallelamente, la disciplina delle locazioni brevi viene profondamente rivista, con un rafforzamento della presunzione di imprenditorialità che impatta direttamente sui proprietari immobiliari. La Legge n. 199 del 30.12.2025 conferma, inoltre, l’impianto dei bonus edilizi, pur inserendoli in un percorso di progressiva riduzione delle aliquote, coerente con le esigenze di contenimento della spesa pubblica.
In questo scenario, un’analisi sistematica delle principali novità risulta essenziale per valutare correttamente gli effetti fiscali delle scelte economiche e patrimoniali che saranno assunte nel corso del 2026.

INDICE
- Riduzione dell’aliquota IRPEF del secondo scaglione e impatti applicativi
- Riduzione delle detrazioni IRPEF per redditi elevati e neutralità redistributiva
- Premi di risultato, partecipazione agli utili e welfare aziendale
- Buoni pasto elettronici e nuove soglie di esenzione
- Locazioni brevi e rafforzamento della presunzione di imprenditorialità
- Bonus edilizi, ecobonus, sismabonus e bonus mobili nel 2026
1. RIDUZIONE DELL’ALIQUOTA IRPEF DEL SECONDO SCAGLIONE E IMPATTI APPLICATIVI ↑
Uno degli interventi più rilevanti della Legge di Bilancio 2026 riguarda la riduzione dell’aliquota IRPEF applicabile al secondo scaglione di reddito imponibile. L’aliquota passa dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro, determinando una revisione complessiva della struttura dell’imposta personale sul reddito. La nuova articolazione degli scaglioni prevede quindi un’aliquota:
- del 23% fino a 28.000 euro,
- del 33% per la fascia intermedia,
- del 43% per i redditi superiori a 50.000 euro.
Il beneficio fiscale massimo derivante dalla riduzione dell’aliquota è quantificabile in 440 euro annui, calcolati applicando la riduzione del 2% sull’intero ammontare del secondo scaglione. La misura opera a regime dal 1° gennaio 2026 e troverà applicazione per la prima volta nelle dichiarazioni dei redditi 2027. Tuttavia, la legge prevede l’immediata applicazione della nuova aliquota già in sede di ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, a partire dalle retribuzioni e pensioni di gennaio 2026, con eventuali conguagli nei mesi successivi.
Per le imprese e i sostituti d’imposta, ciò comporta la necessità di adeguare tempestivamente i sistemi di payroll e di gestione delle ritenute, mentre per i contribuenti si apre una fase di valutazione dell’effettivo risparmio fiscale in rapporto alla complessiva struttura delle detrazioni spettanti.
2. RIDUZIONE DELLE DETRAZIONI IRPEF PER REDDITI ELEVATI E NEUTRALITÀ REDISTRIBUTIVA ↑
Accanto alla riduzione dell’aliquota IRPEF, la nuova Legge di Bilancio introduce una misura compensativa rivolta ai contribuenti con redditi complessivi superiori a 200.000 euro. A partire dal periodo d’imposta 2026, è prevista una riduzione forfettaria di 440 euro delle detrazioni IRPEF spettanti per specifiche categorie di oneri, con l’obiettivo dichiarato di neutralizzare il beneficio derivante dalla riduzione dell’aliquota del secondo scaglione.
La decurtazione si applica alle detrazioni del 19% previste dal TUIR e da altre disposizioni fiscali, con esclusione delle spese sanitarie, nonché alle detrazioni per erogazioni liberali ai partiti politici e ai premi assicurativi contro eventi calamitosi. L’intervento si colloca in una logica di riequilibrio del sistema, mirando a evitare che la riduzione dell’aliquota IRPEF produca effetti regressivi a favore dei contribuenti con maggiore capacità contributiva.
Per i soggetti HNWI, la Legge di Bilancio 2026 impone quindi un’attenta analisi della composizione delle detrazioni fruibili, al fine di valutare l’impatto complessivo della riduzione e le possibili strategie di pianificazione fiscale alternative, anche in termini di allocazione degli oneri detraibili.
3. PREMI DI RISULTATO, PARTECIPAZIONE AGLI UTILI E WELFARE AZIENDALE ↑
La Legge di Bilancio rafforza in modo significativo il regime agevolativo dei premi di risultato e delle somme erogate a titolo di partecipazione agli utili. Per gli anni 2026 e 2027, l’aliquota dell’imposta sostitutiva viene ridotta dal 5% all’1%, entro il limite di 5.000 euro annui. Si tratta di una misura di forte incentivo alla contrattazione di secondo livello e alla diffusione di modelli retributivi orientati alla produttività e al coinvolgimento dei lavoratori.
La normativa conferma inoltre, per il 2026, l’agevolazione sui dividendi derivanti da azioni attribuite in sostituzione dei premi di risultato, prevedendo l’esenzione del 50% dell’importo fino a un massimo di 1.500 euro annui. In questo ambito, la legge si inserisce in una strategia più ampia di promozione del welfare aziendale, offrendo alle imprese strumenti fiscali efficienti per la fidelizzazione del personale e la condivisione dei risultati economici.
Dal punto di vista operativo, è fondamentale verificare il rispetto dei requisiti soggettivi e oggettivi previsti dalla disciplina, nonché l’interazione con altri strumenti di welfare, al fine di massimizzare i benefici fiscali senza incorrere in contestazioni.
4. BUONI PASTO ELETTRONICI E NUOVE SOGLIE DI ESENZIONE ↑
Un ulteriore intervento riguarda l’innalzamento della soglia di non imponibilità dei buoni pasto elettronici, che passa da 8 a 10 euro giornalieri. Resta invece invariata la soglia di 4 euro per i buoni pasto cartacei. La misura si inserisce nel solco delle politiche di incentivazione degli strumenti di welfare aziendale digitali, favorendo soluzioni più tracciabili ed efficienti.
Per le imprese, l’aumento della soglia di esenzione rappresenta un’opportunità per rivedere le politiche retributive accessorie, incrementando il valore del benefit senza aggravio contributivo e fiscale. Dal lato dei lavoratori, il beneficio si traduce in un aumento del potere d’acquisto netto, coerente con gli obiettivi redistributivi della legge.
5. LOCAZIONI BREVI E RAFFORZAMENTO DELLA PRESUNZIONE DI IMPRENDITORIALITÀ ↑
La disciplina delle locazioni brevi subisce una revisione strutturale. A partire dal periodo d’imposta 2026, la soglia di immobili locabili in regime di locazione breve senza presunzione di imprenditorialità viene ridotta a due unità. Dal terzo immobile, scatta automaticamente la qualificazione dell’attività come imprenditoriale, con conseguente obbligo di apertura della partita IVA, iscrizione previdenziale e applicazione delle regole sul reddito d’impresa.
Le aliquote della cedolare secca restano formalmente invariate ma il nuovo assetto normativo restringe in modo significativo l’ambito applicativo del regime agevolato. La Legge di Bilancio 2026 chiarisce inoltre che, ai fini del computo, rilevano esclusivamente i contratti di locazione breve e che più contratti relativi a stanze dello stesso appartamento concorrono come un’unica unità immobiliare.
Per i proprietari immobiliari e gli investitori, questa modifica impone una rivalutazione delle strategie di gestione del patrimonio, anche alla luce delle implicazioni IVA e previdenziali connesse alla qualificazione imprenditoriale.
6. BONUS EDILIZI, ECOBONUS, SISMABONUS E BONUS MOBILI NEL 2026 ↑
La Legge n. 199 del 30.12.2025 conferma l’impianto dei bonus edilizi, prorogando per il 2026 le aliquote già previste per il 2025. Il bonus casa resta quindi fissato al 36% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2026, con aliquota maggiorata al 50% per gli interventi sull’abitazione principale, entro il limite di 96.000 euro per unità immobiliare. Dal 2027 è previsto un progressivo ridimensionamento delle percentuali.
Ecobonus e sismabonus vengono allineati al bonus casa, con differenziazioni tra abitazioni principali e altri immobili. È inoltre confermata la proroga del bonus mobili per il 2026, con detrazione del 50% su una spesa massima di 5.000 euro, a condizione che gli interventi edilizi siano iniziati dal 2025.
Nel complesso, la legge di bilancio 2026 offre continuità agli incentivi edilizi ma richiede una pianificazione attenta dei tempi di spesa e delle modalità di fruizione delle detrazioni, soprattutto in un’ottica di medio-lungo periodo.

