Abbiamo illustrato alcune tra le principali novità della Legge di Bilancio 2026 che coinvolgono imprese e professionisti soprattutto per quanto riguarda le nuove aliquote IRPEF, il taglio alle detrazioni per redditi elevati incentivi a welfare e premi di risultato.
Oggi invece affrontiamo i temi del nuovo regime dei neo-residenti, della stretta sulle locazioni brevi, della tassazione delle cripto-attività e del nuovo perimetro delle partecipazioni esenti.

1. NUOVO EQUILIBRIO DEL REGIME DEI NEO-RESIDENTI ↑
Tra le novità della legge di Bilancio 2026 di maggiore impatto per la fiscalità internazionale e per i soggetti ad elevata capacità contributiva, rientra la revisione del regime dei neo-residenti, noto come “res non dom”. Il legislatore ha scelto di rafforzare il gettito derivante da questo istituto, aumentando sensibilmente l’imposta sostitutiva richiesta a coloro che trasferiscono la residenza civilistica in Italia. A decorrere dai trasferimenti effettuati dal 1° gennaio 2026, l’importo forfetario annuo passa da 200.000 a 300.000 euro, mentre l’estensione del regime ai familiari comporta ora un’imposta aggiuntiva di 50.000 euro per ciascun soggetto, raddoppiata rispetto al passato.
La modifica si inserisce nel più ampio contesto di aggiornamenti legislativi volti a riequilibrare il rapporto tra attrattività fiscale e sostenibilità delle finanze pubbliche. Per gli high net worth individuals, il regime continua a rappresentare uno strumento di pianificazione rilevante, ma richiede ora un’analisi più accurata della convenienza complessiva, soprattutto in presenza di patrimoni finanziari complessi e flussi reddituali esteri significativi. In tale prospettiva, il supporto di una consulenza specializzata diventa essenziale per valutare l’impatto effettivo della nuova soglia impositiva.
2. REGIME FORFETARIO E LAVORO DIPENDENTE ↑
Un ulteriore profilo di interesse tra le novità legge di Bilancio riguarda la disciplina di accesso e permanenza nel regime forfetario per imprenditori individuali e professionisti. La soglia di redditi da lavoro dipendente o assimilati che determina l’esclusione dal regime agevolato rimane fissata a 35.000 euro, estendendo anche al 2026 il limite già previsto in via temporanea per il 2025.
Il dato assume rilievo operativo perché il superamento della soglia viene valutato con riferimento ai redditi percepiti nell’anno precedente. Di conseguenza, ai fini dell’applicazione del regime forfetario nel 2026, occorre considerare la situazione reddituale del 2025. Questa continuità normativa, inserita tra le novità legge di Bilancio 2026, risponde all’esigenza di garantire maggiore certezza ai contribuenti che operano in contesti professionali ibridi, caratterizzati dalla coesistenza di redditi autonomi e dipendenti.
Per le piccole e medie imprese individuali e per i professionisti ad alta specializzazione, la conferma del limite rafforza la necessità di un monitoraggio preventivo dei flussi reddituali, al fine di evitare effetti preclusivi non pianificati sul regime fiscale applicabile.
3. CRIPTOVALUTE, STABLECOINS E NUOVE REGOLE DI IMPOSIZIONE ↑
Nel panorama delle novità, particolare attenzione merita la disciplina delle cripto-attività, con un focus specifico sulle stablecoins denominate in euro. Pur confermando l’aliquota ordinaria del 33% per la generalità dei redditi derivanti da cripto-attività, il legislatore introduce un trattamento più favorevole per i token di moneta elettronica ancorati all’euro, prevedendo un’imposta sostitutiva del 26%. La riduzione dell’aliquota si applica alle plusvalenze e agli altri redditi generati dalla detenzione, dalla cessione o dall’impiego di stablecoins che rispettino requisiti stringenti in termini di riserve e soggetti depositari, localizzati nell’Unione europea. Assume rilievo anche l’esplicita esclusione di rilevanza fiscale per la mera conversione tra euro e token euro-denominati, nonché per il rimborso al valore nominale. Questa impostazione normativa contribuisce a delineare un quadro più certo per gli investitori istituzionali e privati evoluti, favorendo una distinzione chiara tra strumenti speculativi e strumenti di pagamento o conservazione del valore.
4. TOBIN TAX, OPERAZIONI STRAORDINARIE E GESTIONE DELLE PLUSVALENZE ↑
Le novità della legge di Bilancio 2026 incidono in modo significativo anche sulla fiscalità finanziaria e societaria. In particolare, il raddoppio delle aliquote della tobin tax comporta un incremento del costo fiscale per i trasferimenti di strumenti finanziari, sia su mercati regolamentati sia non regolamentati, nonché per le operazioni ad alta frequenza. L’intervento mira a rafforzare il prelievo sulle transazioni finanziarie senza modificare l’imposta fissa applicabile ai derivati.
Sul fronte delle operazioni straordinarie, entro il 30.09.2026, viene riproposta la disciplina agevolata per l’assegnazione di beni ai soci e per la trasformazione in società semplice, con un’imposta sostitutiva dell’8% sulle plusvalenze, elevata al 10,5% per le società di comodo. La possibilità di assumere il valore catastale degli immobili rappresenta uno degli elementi più rilevanti, soprattutto in ottica di riorganizzazione patrimoniale.
Parallelamente, la riapertura dell’estromissione agevolata per gli immobili dell’imprenditore individuale e l’eliminazione della rateizzazione delle plusvalenze realizzate dal 2026 segnano un cambiamento strutturale nella gestione fiscale dei disinvestimenti. La tassazione immediata delle plusvalenze, salvo il caso delle cessioni d’azienda, impone una pianificazione ancora più attenta delle operazioni.

